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18/10/2018

Blockchain: cos’è e perché é importante per la tua azienda

C’è chi la definisce già la “Nuova Internet”. La tecnologia blockchain, per la portata rivoluzionaria che rappresenta, sta attirando un numero crescente di aziende, società, governi e organizzazioni verso quella che viene chiamata “Internet of Value”, ovvero lo scambio di valore, attraverso un sistema di algoritmi e regole crittografiche su piattaforme sicure e affidabili.

Il sistema informatico che nel 2009 ha “sfornato” i Bitcoin e governa ancora le criptovalute, nel corso del tempo è riuscito infatti ad andare oltre, rivelandosi come uno degli strumenti più rivoluzionari dell’economia digitale. Dalle banche alle assicurazioni, dall’agrifood alla pubblicità, dall’ambito legale all’e-government, il “sistema a blocchi” trova numerose applicazioni.

Qualche numero

Non più solo un affare da nerd, dunque, ma un mercato destinato a crescere. Una rivoluzione, che riguarderà tutte le industry. Ma, attenzione, non esiste una sola blockchain. Esistono diverse piattaforme blockchain: ogni azienda può scegliere quella più adatta al processo o industry che le interessa.

Secondo la ricerca IDC “Worldwide and US Blockchain Service Forecast 2017-2021”, solo gli investimenti nel mercato della blockchain aumenteranno dagli 1,8 miliardi di dollari del 2018 agli 8,1 miliardi del 2021, grazie all’ingresso di un numero sempre maggiore di nuovi player. I dati dell’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger del Politecnico di Milano dicono che il 2017 è stato l’anno del boom, con 331 i progetti (partiti o solo annunciati) censiti a livello internazionale da gennaio 2016 al 2018. La grande maggioranza dei progetti, pari al 59%, è stata sviluppata nel settore finanziario. Ma dal 2017 si nota un progressivo ampliamento degli ambiti applicativi che interessano anche l’attività di governo (il 9%), della logistica (7,2%), delle utility (3,9%), dell’agrifood (3%), delle assicurazioni (2,7%), fino all’healthcare (2,4%), al trasporto aereo (2,4%), ai media (1,8%) e alle telecomunicazioni (1,2%).

Il mercato italiano

Il mercato italiano, nonostante la presenza di una solida comunità di sviluppatori, resta ancora qualche passo indietro rispetto all’uso della tecnologia blockchain. Le imprese italiane, anche a causa delle dimensioni medio-piccole che caratterizzano il panorama industriale del nostro Paese, tendono a non investire in una tecnologia in una fase preliminare.

La blockchain potrebbe avere un impatto notevole per il Made in Italy in termini di tracciabilità e di anticontraffazione. In Italia, al momento, vi sono diversi esempi di applicazioni della blockchain alle filiere dei prodotti agroalimentari, dal settore vinicolo a quello ittico e caseario. Produttori e retailer sono coinvolti in una logica di ecosistema che garantisca la tracciabilità e la qualità dei prodotti. E lo stesso stanno facendo alcuni enti pubblici (è il caso della Regione Friuli Venezia Giulia con il vino), per valorizzare i prodotti del territorio.

Ma anche le grandi aziende stanno cominciando a focalizzare la propria attenzione sulla blockchain, sfruttandola non solo come sistema di pagamento ma anche per standardizzare l’identità digitale nella sottoscrizione di abbonamenti o conti correnti bancari. Se prima c’era bisogno di identificarsi più volte con lo stesso istituto, con tutti i costi che questo comporta, con la blockchain questi costi vengono abbattuti.

Secondo il censimento di Digital360, in Italia ad oggi ci sono 28 startup focalizzate sulla blockchain. Quello che manca sono soprattutto gli investimenti, non certo la qualità delle iniziative imprenditoriali. Di recente, tre startup della blockchain – Eidoo, Aidcoin e Xriba – hanno raccolto fuori dal nostro Paese 70 milioni di euro attraverso le ICO, Initial Coin Offering: quasi quanto gli investimenti di un anno dei venture capital nell’intero nostro ecosistema (le ICO, sono una tipologia di finanziamento sotto forma di crowdfunding, utilizzata da startup o da chi intende realizzare un determinato progetto nell’ambito della blockchain o delle criptovalute). E una nuova impresa come Circle, nata nel 2012 e specializzata nella digitalizzazione della logistica tramite blockchain, ad oggi ha già raccolto 250 milioni di euro di investimenti, annunciando anche di recente l’acquisizione di Info.era, società triestina specializzata nello sviluppo di soluzioni informatiche con forti competenze nel settore portuale.

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Di blockchain e tecnologie emergenti parleremo il 15-16 novembre a Futureland, insieme a esperti e aziende da tutto il mondo.

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